Riceviamo da Fair e pubblichiamo le notizie arrivate ieri sera
Assemblea dei popoli sciolta con la violenza e ONG escluse dalla COP
Il coro dei capi di Stato dei Paesi in via di sviluppo lo conferma
Copenhagen, 16 dic - Sta per cominciare al Klima forum la conferenza stampa del Climate Justice Now e del Climate Action Network, che racconteranno la verità sullo scioglimento violento da parte della polizia dell'Assemblea dei popoli, che voleva presentare le proposte dei movimenti per far avanzare il negoziato sul clima. L'arrivo dei Capi di Stato e di Governo del Sud e del Nord lo ha rivelato drammaticamente: siamo molto lontani da un risultato significativo per salvare il pianeta dal disastro climatico.
(continua)
Da Gordon Brown a Morales a Chavez, tutti concordano in un grave pessimismo e in una critica incrociata contro il sabotaggio operato sui negoziati da parte dei Paesi sviluppati. Ma c'è di più: è cominciato il gioco del divide et impera a spese dell'Africa, con l'Etiopia che presenta una proposta di accordo vicina alle posizioni europee senza consultare l'intero gruppo africano. Oppure i delegati di Brasile, India e Cina che protestano per non essere stati coinvolti nei gruppi ristretti che hanno tentato di "precucinare" un nuovo testo (vedi anticipazioni su www.fairwatch.splinder.com).
I tagli alle presenze della società civile all'interno del Bella Center vanno in questa stessa direzione: far trapelare il meno possibile la reale difficoltà del negoziato.
E' per questo che ai delegati che hanno partecipato alla manifestazione di protesta dentro il vertice, invitando gli altri delegati ad uscire e raggiungere l'Assemblea dei popoli, cui Fair ha partecipato e contribuito, è stato impedito di partecipare ancora ai lavori ufficiali.
E' per questo che il blocco di manifestanti pacifici che volevano raggiungere il Vertice per dare vita alla Assemblea dei popoli è stato sciolto a colpi di manganello e spray urticante, nonostante non abbia mai receduto da un atteggiamento fermamente difensivo.
E' per questo che il blocco di bici che voleva animare il corteo è stato tenuto lontano con le camionette.
E' per questo che ai delegati di Friends of the Earth, Via Campesina e tante altre realtà del Sud è stato impedito persino di entrare, e che i delegati indigeni che guidavano i gruppi di insider sono stati bloccati e malmenati.
"Abbiamo bisogno di giustizia climatica - conclude Alberto Zoratti di Fair - di democrazia e trasparenza e per questo continueremo ad appoggiare le richieste dei Paesi più poveri e più colpiti da una crisi ambientale che nessuno di noi ha voluto. Dobbiamo salvare il Protocollo di Kyoto e ottenere un accordo ambizioso e vincolante".


