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Commercio Equo e Solidale
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Dalle Botteghe : Attentato contro i produttori del Commercio Equo in Honduras
Inviato da Redazione su 16/10/2006 10:10:00 (1718 letture)
Dalle Botteghe

(riceviamo dalla BdM Terre Solidali di Sanremo, questa comunicazione e relativa richiesta di sostegno).

Carissimi soci e amici
mercoledì 11 ottobre siamo venuti a conoscenza della grave tragedia che ha colpito la Luciernaga, uno dei gruppi di produttori dell'Honduras con cui lavoriamo da più tempo e che meglio conosciamo, apprezziamo e stimiamo. Nella tarda serata (intorno alle 23,30) di giovedì 5 ottobre un incendio di enormi proporzioni ha devastato, riducendo a cenere, la Casa Rifugio dove in quel momento erano ospiti quattordici persone tra donne e bambini. Nove persone, tre donne e sei bambini, hanno perso la vita.

Per la storia di cooperazione e di solidarietà reciproca, per gli intenti e gli sforzi comuni, per la passione nel lavoro, per gli ideali condivisi e per l'amicizia che in questi anni è nata con le persone della Luciernaga, questa tragedia tocca anche la nostra Cooperativa e ci getta in una situazione di sentito dolore, di profondo lutto, di sconforto, di sconcerto e di rabbia. La Casa Rifugio non era una struttura. Era una Casa Comune dove donne che avevano subito violenze e vessazioni di ogni tipo accoglievano donne e bambini che avevano subito violenze e vessazioni di ogni tipo.

Una Casa Comune che praticava un'accoglienza radicale basata su poche regole di fondo: la vita e il lavoro comunitario. La vita comunitaria era un percorso di condivisione e di libertà che maturava secondo i tempi e le forme di ciascuna donna. Dalla sottomissione, dalla violenza, dal sopruso, dalla negazione del sé al lento rifiorire della condizione fisica, della coscienza e dello spirito del sé. Un percorso comunitario di aiuto reciproco con chi aveva vissuto esperienze analoghe e con chi condivideva la stessa sorte di classe e di genere. Il lavoro comunitario era parte fondamentale di questo percorso. Il laboratorio dove si confezionavano candele decorative era luogo di un lavoro ritrovato innanzitutto nella dimensione della dignità e della giustizia. Un lavoro che finalmente attribuiva un senso alle fatiche e allo stare nella società. Per l'espressione artistica e per il valore sociale che incorporavano, quelle candele erano diventate un simbolo di riscatto per tante donne dell'Honduras. Aldilà dei confini nazionali, grazie al commercio equo e solidale, le candele della Luciernaga erano e sono tuttora note e apprezzate in Italia e negli Stati Uniti d'America dove centinaia di persone avevano trovato modo, acquistando una candela, di appoggiare il cammino della Luciernaga.
Un cammino nato nel 1999 da una storia di impegno e di militanza di un gruppo di donne che negli anni settanta e ottanta si batteva contro il regime militare per costruire una società democratica, popolare ed egualitaria. La fine del regime militare e la svolta democratica con l'instaurarsi di un sistema multipartitico e bipolare evidentemente non garantiva le classi popolari e, tra queste, le donne particolarmente colpite dall'aggravarsi dei termini economici, delle condizioni sociali e di lavoro e vittime di una società sempre più disgregata e violenta. In quel contesto nasceva ADP (Associazione per lo Sviluppo Comunitario) con l'intento di andare a ricostruire i tessuti e le reti di solidarietà comunitarie come condizione base per un rinnovamento sociale. Nel 1999 nasceva la Luciernga (Lucciola) come impresa comunitaria e autogestita che doveva garantire parte della sostenibilità economica della Casa Rifugio, visto che i percorsi culturali e le scelte politiche del gruppo andavano verso l'autonomia e la critica al potere piuttosto che ricercare in esso garanzie clientelari. Quindi non una struttura di assistenza come tante che tra l'altro figurano come fiori all'occhiello delle dame della carità dell'alta società centroamericana, ma un'esperienza collettiva, una risposta di senso all'esclusione sociale, culturale e politica, una presenza scomoda per il solo fatto di esistere, una critica costante per il solo fatto di funzionare. Ma radicale, esplicita e diretta era anche la denuncia di coloro che traevano, nell'impunità e nella corruzione dilagante, vantaggi e profitti dalla condizione di sottomissione della donna. Negli ultimi anni la Casa Rifugio accoglieva lavoratrici della maquilla, le fabbriche del sudore, che, per loro rivendicazioni o per la semplice rivolta contro condizioni infraumane di lavoro, subivano minacce e violenze. E insieme alla protezione e all'accoglienza delle donne scattava senza indugi la denuncia dei fatti e dei responsabili. Intrusioni nei laboratori, furti di scorte, materie prime e attrezzature, scassinamento di porte e finestre, persecuzioni, minacce dirette e lettere anonime, attentati intimidatori, campagne denigratorie, tentativi di sabotaggio e di corruzione rappresentavano il clima di fondo in cui si costruiva la storia dell'organizzazione. Ad ogni provocazione una risposta quanto mai pacata e severa. Fermi nella convinzione di quanto si andava costruendo. Nella notte del 5 giugno 2005 un attentato incendiario riduce in cenere il laboratorio della Luciernaga. Il fumo raggiunge la Casa Rifugio attigua e provoca l'intossicazione di alcune donne senza provocarne la morte. Il colpo fu durissimo: anni di lavoro, investimenti ed energie venivano azzerati da un'ignota mano criminale. Se le indagini delle autorità honduregne dopo qualche settimana si impantanavano, la gara di solidarietà internazionale mostrata nei confronti della Luciernaga fu impressionante. Molte organizzazioni e singole persone offrirono sostegno morale ed economico tanto che nel breve tempo di qualche mese la Luciernaga riusciva ad aprire un nuovo laboratorio e una nuova Casa Rifugio. Quella risposta piena di orgoglio, di volontà e di libertà rappresentava, evidentemente, un'offesa di lesa maestà per quel sistema sociale che sta in piedi sull'accettazione del dominio.

Il 5 ottobre 2006 il secondo tragico incendio.
Venerdì 6 ottobre, il giorno successivo, i quotidiani nazionali riportavano il fatto come fatale tragedia dovuta ad un corto circuito dell'impianto elettrico. Nello stesso giorno il comandante dei Vigili del Fuoco di Tegucigalpa, Carlos Cordero, dichiarava che il corto circuito poteva essere l'ipotesi più accreditata ma non si potevano escludere altre piste. Un secondo comunicato dei Vigili del Fuoco di sabato 7 ottobre apre ipotesi più inquietanti. Ovvero si riconosce che l'impianto elettrico era stato ripristinato dalla Luciernaga e certificato dagli stessi Vigili del Fuoco 5 mesi prima dell'incendio. Inoltre viene pubblicata la testimonianza della guardia notturna di una struttura che sorgeva accanto alla Casa Rifugio dove si sostiene che l'incendio sia stato preceduto da una forte esplosione. Infine, Blanca Garcia Mendez, giovane ospite della Casa Rifugio e sopravvissuta al rogo, ha testimoniato di aver udito poco prima che divampasse l'incendio il rumore di un motore e l'insistente abbaiare dei cani del vicinato. La signora Emma Mejia, nei giorni precedenti l'incendio, era stata minacciata di morte e quella sera fino ad un'ora prima dell'incendio si era trattenuta con le ospiti presso la Casa Rifugio. Queste informazioni che tra l'altro sono state riportate da due quotidiani nazionali (La Prensa e La Tribuna) più altre informazioni che riportano il COFADEH (Comitato dei Familiari dei Desaparecidos de Honduras) e Comunicacion Comunitaria (organo di informazione comunitaria della rete di organizzazioni popolari), per conoscere la storia della Luciernaga e per conoscerne il contesto, ci fanno propendere a considerare quanto successo un vile attentato.
Donne e bambini incenerite: un vile attentato che sarebbe incomprensibile alla nostra ragione se non introducessimo la categoria di limpieza social, macabra espressione con cui le classe oligarchiche dell'America Latina definiscono e giustificano lo sporco lavoro degli squadroni della morte che ogni notte ripuliscono le strade da quelli che sono considerati materiali di scarto: bambini, adolescenti, donne, uomini e anziani che di quelle strade hanno fatto per necessità la loro dimora. E' la soluzione definitiva al problema della povertà: l'eliminazione dei poveri (e ovviamente di coloro i quali si battono con essi). E' una guerra che nella sola Honduras produce circa 20 vittime ogni notte.
Il dolore per le vite che si spezzano, il lutto che ci strangola per la perdita di amiche e amici e poi lo sconcerto, che aldilà di ogni ragionevole analisi, ci pervade. E' dentro questa emozione e disorientamento che riusciamo comunque ad esprimere la nostra più forte solidarietà ai familiari delle vittime, alle donne sopravvissute e a tutte le amiche e agli amici della Luciernaga. Metteremo in atto una campagna di solidarietà e già lanciamo un appello a tutti i soci della nostra Cooperativa e a tutte le persone che hanno avuto modo di conoscere e apprezzare il lavoro della Luciernaga (Jorge Guerrero uno dei fondatori e attuale amministratore della Luciernaga è stato in visita l'anno scorso in Italia grazie ad un progetto di cooperazione finanziato dal comune di Sanremo) perchè mostrino la loro vicinanza morale e il loro sostegno materiale alla Luciernaga. Emma Mejia, durante i funerali delle vittime, si è espressa senza mezzi termini:
“Non vogliamo i fiori delle dame della carità. Vogliamo indagini. Esigiamo giustizia”.

Che ogni nostro sforzo vada in quella direzione.

In memoria di:
Vincenta Maradiaga 36 anni
Cristina Maradiaga 6 anni
Ramona Salgado 32 anni
Marcos Salgado 8 anni
Hilda Maribel Salgado 15 mesi
Josè Salgado 8 anni
Luis Fernando Varela 10 anni
Maria Alejandra Varela 7 anni
Aida Gallo 90 anni

Sergio Spina
Presidente Cooperativa Sociale Terre Solidali
Sanremo

Per contributi economici a sostegno della Luciernaga si possono effetture versamenti diretti al conto della Luciernaga o al conto della Cooperativa Sociale Terre Solidali (indicando nella causale: pro Luciernaga)

C/C LUCIERNAGA: BANCO ATLANTIDA, Cuenta 1200661773, Nombre de la Cuenta ASOCIACION ACCION PARA EL DESARROLLO POBLACIONAL, Direccion PLAZA BANCATLAN BOULEVARD CENTRO AMERICA (TEGUCIGALPA, HONDURAS), Swift ATTDHNTE

C/C TERRE SOLIDALI: c/c 1653, abi 08439, cab 22700, cin F, Banca di Caraglio e della Riviera dei fiori Credito Cooperativo s.c.r.l., intestazione TERRE SOLIDALI SCS ONLUS.

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